Arciconfraternita di S.Anna
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Art.1 – Natura e finalità. L'Istituto Diocesano di Musica e Liturgia della Arcidiocesi di Bari-Bitonto, eretto con Decreto arcivescovile del
17 Settembre 1994, è un organismo dell'Ufficio Liturgico Diocesano e ha lo scopo di offrire una completa e rigorosa
formazione liturgica, spirituale e tecnica a quanti intendono svolgere un ministero liturgico in ordine all'animazione musicale delle celebrazioni liturgiche.
E' dunque una realtà ecclesiale orientata ad un preciso ministero e non una scuola privata di musica.
L'Istituto prepara la formazione di:
• guida del canto dell'assemblea
• direttore di coro
• cantori (coristi e solisti)
• organistica, altri strumenti
Art.2 – Il direttore. L'Istituto è diretto da un direttore ( presbitero o laico ) nominato dal Vescovo ed eventualmente coadiuvato da altre persone ( vice direttore, segretaria, ecc. ).
Rientra nei suoi compiti.
a) Rappresentare l'Istituto davanti al Vescovo e alle Autorità civili.
b) Definire il piano organico degli studi secondo la natura e la finalità dell'Istituto.
c) Dirigere e coordinare l'attività dell'Istituto.
d) Nominare i docenti e il segretario.
e) Fissare il calendario annuale e gli orari delle lezioni.
f) Valutare con i docenti, la situazione personale dei singoli allievi.
g) Convocare e presiedere la riunione dei docenti.
h) Segnalare nei momenti opportuni, al termine di ogni anno scolastico alla Diocesi, l'attività dell'Istituto.
i) Compilare annualmente i bilanci preventivi e consuntivi dell'Istituto, da presentare all'Economo Diocesano.
Art.3 – I docenti. I professori devono possedere non soltanto una competenza musicale, documentata da titoli si studio, pratica di docenza, esperienza didattica, ma anche una solida preparazione liturgica e spirituale .
Tali competenze si acquisiscono attraverso la frequenza di corsi ordinari e straordinari organizzati a livello nazionale e diocesano ( Co.per.li.m., Istituti di sciene religiose, altri corsi ).
Art. 4 - Gli allievi. L'Istituto ammette alla frequenza allievi di età non inferiore ai 16 anni, presentati dai relativi Parroci, rettori di chiese, Assistenti ecclesiastici di Associazioni e Movimenti ecclesiali, Superiori Religiosi.
Si richiedono agli allievi i seguenti requisiti: la disponibilità per un servizio ecclesiale, una reale attitudine musicale, l'impegno assiduo e costante alle lezioni e alle iniziative collaterali.
Art.5 – Le Parrocchie. Fra l'Istituto e le Parrocchie o Comunità, si auspica un rapporto di fiducia e collaborazione, in modo che gli alunni non si sentono sganciati dalla propria comunità, ma vengano seguiti e stimolati dal proprio parroco o responsabile. Il Direttore dell'Istituto prenderà iniziative valide, ad approfondire sempre più un rapporto di collaborazione con le parrocchie; inoltre che l'inserimento degli allievi nelle proprie comunità, sia graduale e segua di pari passo l'evolversi della loro formazione liturgico-musicale.
Art.6 - Materie e durata dei corsi. L'istituto prevede un Corso Fondamentale ( I° Livello ) e vari corsi di specializzazione ( II° Livello). Le materie fondamentali del Primo Livello sono: Liturgia, Lettura della Musica, Musicologia Liturgica, Vocalità, Repertorio, Strumento. Le materie del Secondo Livello sono: Strumento, Guida del canto d'assemblea, direzione di coro, canto, vari approfondimenti ( armonia, regia, salmodia ...).
Art.7 - Esami. L'anno scolastico dura 8 mesi da dividere in due quadrimestri o in tre trimestri. Alla fine di ogni anno, gli alunni devono sostenere un esame. Potranno accedere all'anno successivo di ciascuna materia, solo dopo aver superato il relativo esame.
Art.8 - Attività integrative. L'Istituto potrà organizzare alcune celebrazioni nei momenti forti dell'anno liturgico, ed eventualmente alcuni concerti. Tali iniziative, rappresentano dei momenti di verifica del lavoro che si sta svolgendo. Gli alunni, sostenuti e guidati dai propri insegnati, potranno così sperimentare dal vivo la propria preparazione sia liturgica che musicale.
Art. 9 - Aspetto Economico. L'Istituto potrà essere finanziato sia dalla quota degli alunni, sia dal contributo delle Parrocchie, e sia con un eventuale di altri Enti, pubblici o privati. La gestione pubblica o amministrativa dell'Istituto, che non ha fine di lucro, rientra nel bilancio dell'Ufficio Liturgico Diocesano.